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Jean Roger Zeugou (ITA)

1. Per prima cosa, come si presenterebbe ai nostri lettori?

Vi ringrazio prima di tutto per avermi contattato. Mi chiamo Jean Roger Zeugou, cittadino Italiano residente a Milano, nato in Camerun e Ingegnere di professione.

Immigrato in Italia nel 1997 come studente a Bologna, dove sono stato accolto a braccia aperte, tant’è che la considero a tutt’oggi la mia seconda città natale. Dopo la mia Laurea in Ingegneria Elettrica all’università degli studi di Bologna ho iniziato subito il mio percorso professionale in una importante azienda di energia e servizi ambientali della città. Dopo qualche anno di esperienza mi sono trasferito a Milano nel 2008, dove lavoro in una importante multinazionale operante nel settore oil&gas. La mia esperienza lavorativa in ambito internazionale in Iraq, Nigeria, Giordania, Russia, U.S.A. e Canada mi ha permesso di avere una visione più ampia sugli aspetti di integrazione in vari contesti.
Sono attivo e attento sulle questioni riguardanti l’integrazione degli immigrati Camerunensi, la promozione delle sue risorse e la cultura Camerunense in Italia collaborando con le maggiori associazioni degli immigrati Camerunensi in Italia, istituzioni Italiane e Camerunensi in materia di immigrazione di qualità e promozione delle risorse.

2. Come descriverebbe ai nostri lettori le attività del gruppo da lei fondato, e i motivi che ne hanno condotto alla nascita? E quali sono le aspettative che si prefigge?

Il CIRICS (Cameroun – Italie, Ressources, Intégration, Culture et Solidarité) è una piatta-forma di comunicazione fondata il 02 Giugno 2015 con l’obbiettivo di dare informazioni sulle risorse attrattive dell’Italia e del Camerun. La scarsa presenza degli operatori Italiani in Camerun, i recenti sviluppi migratori degli studenti Camerunensi verso le Università Italiane, il sempre crescente numero di Camerunensi che si laureano in Italia ed emigrano verso altri paesi più attrattivi (U.S.A., Canada, Francia, Inghilterra, Belgio in primis), la scarsa conoscenza della cultura Camerunense da parte degli Italiani, etc. sono questi i fattori mi hanno condotto a creare questa piatta-forma. Il CIRICS intende attraverso le sue iniziative promuovere la cultura Camerunense in Italia, facilitare l’integrazione dei Camerunensi in Italia, informare i Camerunensi residenti in Italia sui reali aspetti positivi di un ritorno a casa, sulle possibilità di inserimento e investimento in loco, fare da intermediario tra gli investitori Camerunensi e Italiani in cerca di partnership. Il CIRICS sogna così di vedere l’Italia uno dei partner privilegiato del Camerun con sempre più collaborazione su aspetti politici, di sviluppo, di cultura e di solidarietà, di una immigrazione selettiva e di qualità.

3. Dal suo punto di vista, cosa può ancora essere fatto per implementare i rapporti tra Italia e Camerun?

I due paesi devono conoscersi meglio e rispettarsi. Secondo me, la conoscenza reciproca delle culture, usanze e costumi è la base per l’instaurazione dei rapporti basati sulla fiducia e rispetto.
Italia e Camerun devono ancora scoprirsi l’un l’altro. Per esempio sull’entusiasmo e dinamismo giovanile, la capacità da adattarsi di vari ambienti sociali il Camerun è il top, mentre sull’esperienza aziendale l’Italia è il top. Messe insieme le due cose, Italia e Camerun diventano mondi perfetti.
Le buone iniziative e azioni messe in campo dall’ambasciatrice dell’Italia a Yaoundé Dott.ssa Samuela Isopi in Camerun, la recente visita in Italia delle autorità Camerunensi a EXPO con la conseguente firma degli accordi di partenariato e cooperazione tra Italia e Camerun, accordi di collaborazione tra Università di Dschang e Università di Camerino, processo di gemellaggio tra il comune di Milano con quello di Douala V già avviato e in corso di completamento, la recente visita di formazione in Italia sulla sicurezza anti terroristica da parte della “Gendarmerie Nationale” Camerunense presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative (ISTI) a Velletri, il recente stage della squadra nazionale Camerunense femminile di Basket a Salsomaggiore Terme, la prossima visita in Italia degli operatori del caffè programmata a Settembre 2015, e tante altre iniziative di solidarietà già in corso da parte associazioni ONLUS presenti in Italia sono i primi segnali positivi che Italia e Camerun possono collaborare e il loro matrimonio posso dare ottimi frutti per entrambi.

4. Quali sono le prospettive che potrebbero inaugurarsi dalla stabilizzazione di solidi rapporti tra Italia e Camerun, ed ancor più tra Italia e comunità camerunense?

Il Camerun è una piattaforma geografica verso i paesi “landlocked” che non hanno accesso al mare. Da qui la possibilità di esportare i suoi prodotti negli stati limitrofi i quali dipendono da forniture e generi alimentari che transitano o provengono dal Camerun in un’area che comprende circa 300 milioni di potenziali consumatori. Affacciandosi sul Golfo di Guinea, il Paese vanta un comodo accesso al mare con il porto internazionale di Douala e il prossimo Kribi.
C’è una prospettiva economica mutuamente benefica: attraverso il Camerun si ha accesso in realtà anche all’hinterland africano, attraverso l’Italia si ha accesso a tutta l’Europa. I recenti numeri sempre crescenti di coppie e matrimoni misti tra Camerunensi e Italiani testimoniano anche una prospettiva sociale mutuamente benefica. Nel mondo globalizzato, Camerun-Italia si troverebbe ad esistere su prospettive di ottimo livello!

5. Che opinione fornirebbe ai nostri lettori del Camerun, della sua situazione interna e dei suoi rapporti con l’esterno? Come contestualizzerebbe l’esperienza del Camerun nel complesso contesto africano?

Il Camerun è uno degli Stati più stabili dell’Africa sub-sahariana e com’è stato anche descritto in un giornale “un paese con la schiena dritta”.
Il Camerun è l’Africa in miniatura, ciò significa che in Camerun si trova tutto quello che c’è in altri paesi africani sia dal punto di vista del clima e dal punto di vista delle risorse. Il Camerun è un paese moderno che cresce rispettando le sue tradizioni locali, un paese amico di tutti.
Il Camerun è un paese ricco di materie prime e la sua politica unita quella di altri paesi africani deve attirare gli investitori stranieri soprattutto nel campo delle tecnologie e costruzione delle infrastrutture.

6. A suo giudizio cosa può fare e cosa non deve fare l’Occidente per favorire lo sviluppo del Camerun e dell’Africa tutta? E cosa possono fare e cosa non devono fare invece le potenze emergenti?

L’Occidente è un concetto molto ampio, e a volte lo si evoca senza saper di chi si tratta. Chiunque sia, l’Occidente dovrebbe favorire lo scambio fra gli occidentali e i non occidentali, quindi anche con i camerunesi. Uno scambio basato su un sistema di regole internazionali giuste e condivise. Se l’occidente si comporta così con il Camerun, addotta un comportamento favorevole allo sviluppo del nostro paese.
Se invece l’Occidente cerca di prevaricare, di depauperare, di fregare, di colonizzare… è chiaro che non fa bene alla nostra emancipazione.
Lo stesso va detto del Camerun e dei paesi cosiddetti emergenti. Lo sviluppo, è autentico se intrapreso dalle persone interessate, nell’interesse di far star bene tutta la collettività, nazionale e internazionale perché no! Ecco, se si agisce pensando sempre di fare il meglio e riconoscendo in ogni persone l’eguaglianza nella condizione umana, si favorisce lo sviluppo del Camerun, dell’Africa e del mondo, per il bene dei “contemporanei e de la posterità”, come si dice nel mio villaggio!

Invito tutti a cliccare “Mi piace” sulla pagina facebook del CIRICS (www.facebook.com/cirics) per ricevere ogni aggiornamento sulle nostre attività.
Grazie.

CIRICS 2015

Intervista a cura del quotidiano  “Opinione pubblica

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