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Avv. ILDO MORELLI - Console Onorario della repubblica del Camerun in Toscana

Avv. Ildo Morelli, Console Onorario della repubblica del Camerun in Toscana, è nato a Torano Castello. Cresciuto tra Cosenza, Ferrara e Firenze, intraprende giovanissimo la carriera di avvocato. Ci racconterà della comunità Camerunense in Italia, del grande impegno del consolato per i nostri connazionali residenti in Italia.

1. Da quanti anni è attivo il Consolato Onorario della Repubblica del Camerun in Toscana e quali sono i suoi compiti principali?

Il Consolato Onorario della Repubblica del Camerun a Firenze con giurisdizione per la Toscana è attivo dal 22 settembre 2007. Il Consolato si occupa di prestare assistenza ai cittadini camerunensi presenti nel territorio italiano in generale ma a quelli della circoscrizione consolare in particolare, e anche di favorire i rapporti fra il Camerun e l’Italia in tutti i settori di reciproco interesse, di stimolare i contatti istituzionali ai vari livelli. Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato di creare un clima di collaborazione e di aiuto già dal 1999 al ritorno del mio primo viaggio in Camerun fondando l’AS.I.CAM. (Associazione Italiana per lo sviluppo dei rapporti economici e culturale con il Camerun).
Nel 2000 giacché presidente della detta associazione ho organizzato a Firenze un << Meeting Pro Camerun>>, una conferenza sul Camerun alla quale hanno partecipato tanti investitori interessati ad investire in Camerun. Inoltre, l’associazione AS.I.CAM, si è anche incaricata nell’umanitario in particolare nel 2003 ha mandato all’ospedale di Kribi un’ambulanza, degli strumenti per i laboratori e anche degli apparecchi per le analisi mediche. Infine posso dire che ho sempre cercato in quanto console del Camerun, a risolvere i problemi che incontrano i camerunensi in Italia, soprattutto a facilitare la risoluzione delle difficoltà amministrative a riguardo del rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.

2. Quali sono le iniziative che più hanno caratterizzato i rapporti fra la Toscana e il Camerun dall’inizio del lavoro del Consolato?

Fra le iniziative dall’alto valore simbolico, mi piace ricordare nel mese di Marzo 2016, la visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Repubblica del Camerun. Uno degli slogan di questa visita, era << Mano nella Mano per lo sviluppo delle piccole e medie imprese>>, quindi il presidente metteva in evidenza un nuovo livello di relazioni basate su vero e proprio scambio bilaterale, un partenariato che non profitterà solo all’Italia ma anche al Camerun perché la sfida è di sviluppare le medie e piccole imprese per combinare la crescita e occupazione consentendo alle nuove generazioni di essere protagoniste di uno sviluppo inclusivo e duraturo del tessuto sociale. Oltre a questa iniziativa, direi anche che ci sono stati gli accordi per la realizzazione di 150 alloggi per ognuno degli agglomerati urbani dove andremo ad accogliere i bambini abbandonati e le famiglie in difficoltà. Questo progetto in collaborazione con l’Ordine dei Cavalieri di Malta, dovrebbe riguardare tutto il territorio camerunense partendo ovviamente a piccoli passi sempre iniziando dalla regione dell’ovest dove penso di avere un facile accesso, per fare una esperienza da ripetere nelle altre regioni del paese.

3. Che cosa può dirci nel dettaglio dei rapporti tra l’Italia e il Camerun? Che tipo di aiuto, allo stato odierno l’Italia potrebbe dare ad un giovane camerunense che dopo gli studi volesse investire in Camerun?

Non bisogna mai dimenticare il forte legame di amicizia e solidarietà che lega i due popoli, il rapporto tra l’Italia e il Camerun affonda le proprie radici nelle rispettive società civili, che sono il motore di una amicizia autentica, basata su dei valori condivisi, il dialogo, la solidarietà e la tolleranza, che traducono una amicizia solida, di fiducia reciproca che non può essere cancellata. Prima o poi si dovrà scrivere un libro che racconti questa bellissima storia di amicizia, fratellanza e amore. Riguardo alla popolazione, il Camerun è uno dei paesi africani con un numero elevato di studenti in Italia. Queste basi non possono non essere propedeutiche e favorevoli allo sviluppo di solidi rapporti a carattere anche economico proprio per le affinità che si sono costruite in questi anni. Per quanto riguarda il sostegno che l’Italia può dare ai giovani camerunensi che tendono a rientrare in patria per svolgere attività imprenditoriale, come ho detto prima, uno degli slogan della visita di Stato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Repubblica del Camerun, ci riferiva alla collaborazione tra l’Italia e il Camerun. Attraverso lo sviluppo di piccole e medie imprese in Camerun di camerunensi e non di stranieri, si può aprire la strada per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione camerunense ed evitare la fuga dei giovani dal Camerun verso paesi sconosciuti. E su questo argomento bisogna considerare due cose particolari che devono fare riflettere: il Camerun è un paese con il 50 % della popolazione maschile con un livello di istruzione universitario, e l’atra metà è fatta di gente che non ha avuto la fortuna di accedere alle scuole ma nello stesso tempo è stata tenuta fuori da ogni qualunque iniziativa che non fosse semplicemente attività scolare e mi riferisco in particolare al fatto che il Camerun fa niente per avviare i giovani verso lavori artigianali, ad esempio attività di fabbro, muratore, falegname e soprattutto di agricoltura. In Camerun, in agricoltura esistono varie iniziative e delle attività agricole sviluppate ma non portate avanti da camerunensi. Diciamo che in agricoltura i camerunensi sono assenti malgrado che il Camerun sia un gran produttore di banane, di cacao, di caffè e via dicendo. In queste attività i camerunesi assumono un ruolo molto marginale e quindi considerata la fertilità assoluta del terreno e la qualità del clima che c’è in Camerun, l’agricoltura deve essere un campo, dove sicuramente la gioventù camerunense deve svilupparsi e deve poter creare il proprio avvenire senza necessità di dover fuggire all’estero. Io in questo senso ho fatto delle conferenze ma mi sento rispondere con degli slogan che non condivido per niente:<< il Camerun terreno fertile per gli investimenti stranieri >> a cui io dico di no, secondo me il Camerun è un terreno fertile per i giovani camerunensi che devono e possono realizzarsi nel loro paese l’Italia può sostenere questi giovani non solo economicamente (e l’ha fatto annullando il debito nei confronti del Camerun), ma l’Italia può fare molto per quanto riguarda l’aiuto dal punto di vista dell’addestramento professionale perché noi italiani non siamo secondi a nessuno in agricoltura e nell’artigianato. Non mi piace sentire parlare degli aiuti economici perché secondo me non servono a niente, avrò sempre piacere quando sentirò dire che la collaborazione Camerun Italia è indirizzata nel campo dell’agricoltura e dell’artigianato.

4. Che tipo di rapporto il consolato ha con gli studenti camerunensi presenti sul territorio italiano?

Per quanto riguarda gli studenti camerunensi che vengono in Italia, in particolare per gli studenti alla loro prima esperienza, mi riferisco alle matricole, il consolato cerca di dare il sostegno possibile. Ovviamente il consolato non può fare molto ma sicuramente credo che fino a ora ha cercato di essere sempre vicino agli studenti in tutto e per tutto, facilitando la pur difficile attività di studio in un paese così diverso da quello che hanno lasciato alle loro spalle. Il consolato cerca sempre di fare un’accoglienza dovuta al loro arrivo per mostrare loro che qui a Firenze hanno un sostegno non solo morale ma anche famigliare, e il consolato cerca di seguirne il percorso scolastico via via per tutto quanto può interessare gli studenti nei rapporti con le strutture universitarie. Mi riferisco in particolare al discorso che riguarda la documentazione da allegare alla domanda per l’ottenimento della borsa di studio e la sistemazione alloggiativa. Gli enti che si occupano del diritto allo studio hanno trovato difficile capire la situazione del Camerun per quanto riguarda la documentazione da allegare alla domanda della borsa di studio. Questi enti hanno difficoltà nel comprendere il patrimonio e il reddito del nucleo famigliare delle famiglie camerunensi, perché per un italiano è difficile immaginare che in un paese come Camerun, non si può avere dal comune di residenza uno stato di famiglia oppure una certificazione anagrafica. Ultimamente si è cercato di evitare che gli studenti producessero documentazione errata dall’allegare alla domanda della borsa di studio spiegando loro che nel caso in cui il reddito della famiglia è in pratica inesistente, la documentazione da fornire non è altro che un certificato di disoccupazione da richiedere in Camerun per evitare le conseguenze che potrebbero essere molto spiacevoli dal punto di vista legali. Aggiungo che questo è un problema ormai superato perché da quest’anno molti studenti hanno allegato un certificato di non funzione, che è un certificato con il quale l’autorità camerunense attesta che il nucleo famigliare dello studente è composto di persone che non hanno reddito o che non svolgono attività lavorativa retribuita. Comunque va detto che dopo un periodo di problematiche nei rapporti con il diritto allo studio della toscana, siamo arrivati a questa conclusione di comunque allegare un qualche cosa al semplice attestato sul reddito per evitare problematiche per quanto riguarda l’esigenza di provare con i documenti quello che è il contenuto della domanda. Finalmente siamo sulla strada giusta perché da quello che mi risulta questo anno le domande presentate dai camerunensi sono state tutte accolte e questo rappresenta anche una soddisfazione mia. Cerco sempre di far capire agli studenti camerunensi che il consolato è una loro specie seconda casa, cioè ci si possono rivolgere per qualunque problema. In particolare per quanto riguarda i problemi legati al rilascio e la rinnovo del permesso di soggiorno. Questo è un punto in cui io personalmente mi sono sempre dato da fare e direi che nella maggiore parte dei casi sono sempre riuscito a risolvere i problemi che si sono presentati. Sappiamo che cosa vuole dire per un cittadino straniero il permesso di soggiorno. In quest’ottica ho sempre incoraggiato gli studenti di formare associazioni degli studenti camerunensi per sempre affrontare i vari problemi.

5. A un turista italiano che volesse visitare il Camerun quali località e siti culturali consiglierebbe?

E’ un paese che ha delle risorse naturalistiche di inestimabile valore: il polmone verde dell’Africa con le sue foreste primordiali. Devo dire che purtroppo il turismo non è sviluppato nonostante che il governo già da qualche anno ha lanciato l’idea di promuovere attività in questo settore. Il Camerun è sicuramente tra i paesi i più interessanti dal punto di vista turistico in africa e forse il più bello, ma purtroppo non so quali sono le difficoltà che ci sono state fin ora perché il turismo non prendesse piede. Ultimamente abbiamo il fenomeno all’estremo nord, dove ci sono queste scorribande periodiche di Boko Haram che sono secondo il mio punto di vista esageratamente portate alla conoscenza dell’opinione pubblica, hanno frenato molto lo sviluppo del turismo in questi anni. Questo fenomeno si nota anche dal fatto che le agenzie di viaggio della toscana che mandavano gruppi di turisti per visite guidate, da due anni non vengono più fare i visti da me, quindi devo pensare che in questi due anni non sono più tornati in Camerun. Il motivo è questa pubblicità negativa che viene fatta. Penso che in questo campo si possa a fare molto e da parte del consolato si cerca di avviare le iniziative per la realizzazione delle strutture che possono favorire questo importante settore.

Interview réalisé par Kevin Dango Tchoupe

CIRICS - 2017

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